M° Massimiliano Guerrasio

Poco tempo fa un amico mi disse:

 

"Se posso darti un consiglio...

dovresti mettere anche due parole su di te e su quello che fai/hai fatto. Chiamalo curriculum o come ti pare... devi cominciare a prendere sulle spalle la realtà e cioè che sei l'insegnante e che non esisterebbe un gruppo se tu non lo avessi creato col tuo lavoro. Quindi scrivi un curriculum e non rompere con la modestia"

 

 

Forse la mia pratica del karate non cominciò proprio in quel momento, ma sono molto affezionato a quei ricordi fatti di nitidi flash.

Nel 1979, all'età di 3 anni, i miei genitori, forse un pò prematuramente, mi indirizzarono verso la pratica del karate.

Ma il 23 Novembre del 1980, data che coincideva con il mio 4° compleanno, un violento terremoto scosse il sud Italia, e la palestra che frequentavo fù dichiarata inagibile, e le condizioni della mia famiglia cambiarono, specialmente quelle legate alla serenità di lasciare un bambino in strutture pubbliche.

Cosi non durò molto, ma per me, rivolgendovi un pensiero in età più matura, rimane qualcosa di molto significativo.

Nell'età dell'adolescenza, dietro l'impulso del mio vecchio amico Giuseppe Vergati, e spinto nuovamente dai miei genitori, con i quali avevamo da poco ristabilito la residenza a Salerno (1989 / 1990) cominciai a praticare karate, presso la palestra Gimnova, dove risiedeva un distaccamento della vecchia gloriosa scuola SANKAKU CLUB, dove uno dei suoi rappresentanti più significativi, il M° Antonio Riccardo, dirigeva le lezioni assistito dal giovane istruttore Alfonso Gargano.

In quegli anni ricevetti il mio primo Budopass Fikta.

Per motivi personali, dopo alcuni anni, decisi di abbandonare il dojo del M° Riccardo per andare a seguire le lezioni del M° Ciao ad Eboli, che era coadiuvato dal M° Mazzella. Mi sentii in dovere di dare delle spiegazioni al Maestro, il quale mi rilasciò il Budopass convalidandomi il grado di 1° Kyu. Ma ripresi le lezioni con la cintura blu, per mia scelta.

 

Ero molto motivato e il peso dei chilometri per raggiungere il dojo,circa 70 andata e ritorno con mezzi pubblici, veniva annientato dal riscontro dei miei progressi. Le lezioni erano molto intense e, oltre agli ottimi compagni di allenamento c'era colui che ritenevo un modello da imitare: mio cugino Roberto, ottimo praticante e talento naturale, all'epoca vivida promessa del Karate campano. Nel '97 la mia data di compleanno segnò un altro stop per la mia pratica, ed infatti il 24 Novembre ero in viaggio per il servizio di leva. Stare lontano dal Dojo per un anno aveva spento le mie motivazioni, ed in quel periodo ero distratto dal pensiero di orientarmi nel campo del lavoro e dello studio. Ci voleva, a quel punto, la giusta scintilla per riaccendere la passione. E puntualmente arrivò: incontrai il M° Basilisco, che negli anni al dojo di Eboli fu mio compagno di pratica. Fuori allenamento e con 12 Kg di sovrappeso capii che ricominciare non sarebbe stata una passeggiata. Lontano da ogni mia aspettativa quell'anno fu decisivo e ripresi anche a gareggiare e vincere, nel kata e nel kumite, e nel giugno del '99 conseguii il 1° Dan. Seguì un periodo molto intenso, durante il quale la mia passione si consolidò, rivestendo sempre più un ruolo rilevante. Nel giugno 2001 conseguii il 2° Dan, rilasciato da una commissione presieduta dal M° Guidetti, come per il 1°, e pochi mesi dopo, a Novembre, sostenenni a Modena l'esame da istruttore, dopo due anni di corso.

Sempre nel 2001 mi fu rilasciata la qualifica di arbitro regionale, alla quale non sono mai stato affezionato, innanzitutto perchè ritengo che le competizioni rivestano un ruolo marginale della mia pratica ma soprattutto perchè nella mia mente, allora come oggi, credevo che se c'è un modo piacevole di prendere parte ad una competizione è da agonista. Dal 2003, da un nuovo impulso partito dall'amico Giuseppe Vergati, mi trasferii presso il Musashi Dojo del M° Gargano, dove cominciai a collaborare nella gestione del dojo e nella direzione dei corsi. Quelli furono anni davvero pieni, di lavoro e di investimenti dall'esito incerto, ma anche di piccole soddisfazioni. Preso da una miriade di impegni, nel coniugare la pratica con i doveri lavorativi e familiari, il conseguimento del 3° Dan, a Modena nel 2005, passò quasi scivolando sui mei impegni, tanto che adesso apprezzo quel momento con più soddisfazione di quanto ne provavo allora. Nel 2006, per una serie di circostanze, dovetti abbandonare il Musashi Dojo. Fu la prima volta che pensai, dopo anni, di prendere una pausa.

Ma fortunatamente gli amici dell'Aikido, Angelo Orientale e Alessio Autuori, quest'ultimo insegnante di Aikido presso l'Ass. Galderisi a cui in seguito mi sono legato con piacere, mi convinsero che avevo le capacità per portare avanti un corso in maniera autonoma. Quel periodo, grazie alla collaborazione dell'amico Alfonso Grassi, segnò anche la nascita del progetto "Arti Marziali Salerno", di seguito divenuto Associazione, e ascoltando i consigli degli amici dell'Aikido proposi un corso di karate presso la palestra Freedom. Mi seguirono alcuni allievi del Musashi dojo, ma in seguito la palestra, attivissima e alla moda, risultò inadeguata per un piccolo gruppo di karate che scommetteva su poche probabilità di sopravvivere. Grazie all'Associazione G. Galderisi l'anno successivo, il 2007, mi è stato concesso uno spazio dove riprendere con la calma e la tranquillità necessaria. Sapere che c'erano persone che contavano su di me fu una delle poche motivazioni che mi spinse in questa nuova avventura. Oggi ritengo di essere stato fortunato, il karate riveste un ruolo fondamentale della mia vita, e spesso mi ha fatto rinunciare a cosa importanti e altre volte mi ha spinto a credere nelle cose semplici. Non ritengo necessario parlare delle mie gare, delle esperienze in aikido, judo, kendo eccetera, perchè di solito vengono usate come sterili righe di curriculum, e non è quella la mia intenzione.

 

La mia vera intenzione è parlare, attraverso la storia della mia pratica, delle persone che significano molto per me e hanno reso possibile il realizzarsi di molti dei miei desideri. Desidero ricordare anche le persone che hanno significato tanto, seppur inconsapevolmente: i miei genitori e mia moglie Nadia, che mi hanno sempre sostenuto e incoraggiato (e sopportato), gli amici Sifu Alfonso Grassi, M° Alessio Autuori, Angelo Orientale, Annamaria de Chiara, Osvaldo Mazzetti, i M° del Karate Ciao, Mazzella, Gargano, Basilisco, tutti quelli che per me sono dei modelli da imitare, i miei rivali di sempre, TUTTI gli amici di "Arti Marziali Salerno", l'Ass. G. Galderisi, l'Ass. Shin-on, mio cugino Roberto, i miei allievi.

Grazie per aver fatto di me un praticante.

 

Massimiliano Guerrasio